Come organizzare un dibattito

Ci sono vari modi di organizzare una discussione libera sotto forma di dibattito.

Ti racconto la mia esperienza, perché il risultato ottenuto è stato molto apprezzato dai partecipanti e dal pubblico.

In occasione di un evento speciale del club Toastmasters di Pisa è stato organizzato un dibattito, un confronto dialettico con regole precise, che vedeva contrapporsi due squadre su una questione specifica.

Continua a leggere, per sapere i dettagli dell'organizzazione di un dibattito.

organizzare un dibattito

Regole e preparazione del dibattito

Nel dibattito la squadra A, formata da 3 persone, difende una tesi. La squadra B, sempre di tre persone, difende l’opposto della tesi di A.

Esempi di temi da dibattito possono essere: meglio carnivori o vegetariani? Meglio vacanza al mare o in montagna? La sperimentazione animale, l'eutanasia, ecc...

Per noi organizzatori del dibattito a Pisa, era fondamentale scegliere un tema di dibattito che fosse di vita comune (non quindi meglio andare a vivere su Marte o sulla Luna?), non troppo tecnico, ne già usato (i temi sopra, per esempio, erano già stati dibattuti in altri contesti). 

Inoltre abbiamo deciso che il tema del dibattito non fosse rivelato al pubblico e ai giudici, prima della serata. Ma alle due squadre il tema veniva rivelato 5-6 giorni prima, per permette loro di organizzare una strategia, in base alle regole e lo schema degli interventi.

Lo schema di interventi è stato il seguente:

  1. Un oratore della squadra A introduce e parla a favore della sua tesi (3 minuti).
  2. Un oratore della squadra B introduce e parla a favore della sua tesi (3 minuti).
  3. Oratore 2 della squadra A confuta le tesi della squadra B e aggiunge elementi a suo favore (3 minuti).
  4. Oratore 2 della squadra B confuta le tesi della squadra A e aggiunge elementi a suo favore (3 minuti).
  5. Oratore 3: arringa finale della quadra A (3 minuti).
  6. Oratore 3: arringa finale della squadra B (3 minuti).
  7. Tempo per i giudici deliberare/interviste nel pubblico (5 minuti).
  8. Pronuncia e motivazione della sentenza (3 minuti).

Il tema del dibattito è stato: "Maria ha scoperto che il fidanzato della sua cugina preferita la sta tradendo. In questa situazione Maria deve prendere una decisione: dirlo a sua cugina o rimanere in silenzio?"

Quindi, una squadra difendeva la tesi del dirlo, alla cugina. L'altra squadra difendeva la tesi del "meglio non dirlo".

Come ruoli tecnici, avevamo anche bisogno:

  • Almeno 3 giudici (dovevano essere o tutti da collegamento remoto o tutti presenti in sala, per poter dar loro la possibilità di conferire senza eventuali problemi di tecnologia)
  • Una persona come timer.
  • Uno/due conduttori del dibattito (per dare o togliere la parola agli oratori e per spiegare le regole all'inizio).

Quando il timer sollevava il cartellino rosso dei 3 minuti, i conduttori del dibattito interrompevamo decisamente l’oratore che parlava, dopo 10 secondi dal cartellino rosso.

Altri dettagli: prima dell'inizio della "contesa", ci siamo presi circa 5 minuti per spiegare le regole del dibattito al pubblico e due minuti per il capo giudice, per ricordare agli altri giudici i criteri di giudizio (a cosa dare più peso: al non verbale e al para-verbale, alla qualità dei contenuti, al mancato attendamento delle regole, ecc.).

É stata un'ottima esperienza di formazione per i partecipanti. E spero che queste linee guida possano aiutarti ad organizzare un tuo prossimo dibattito, in azienda, nella tua associazione o tra amici.
Se desideri altri dettagli, puoi entrare in contatto.

Nella capitale della Germania sono stati fatti discorsi molto celebri, da 3 presidenti Americani: Kennedy, Reagan e Obama.
Con Gorbaciov, li ho parzialmente ricordati in questo video, sotto la porta di Brandeburgo.

 

I discorsi dei 3 presidenti USA a Berlino

Siccome per migliorare la propria oratoria è molto utile ascoltare e capire come i grandi comunicatori hanno parlato in passato, ecco i 3 discorsi citati, per approfondire e coglierne le differenze.

John F. Kennedy: "Ich bin ein Berliner" - "I´m a Berliner" (1963)

Ronald Reagan: "Tear Down This Wall" (1987)

Barak Obama, quando era candidato alla Presidenza, a Berlino (2008)

Essere un oratore sicuro di sé è un'abilità che quasi mai si impara a scuola o all'università. Eppure è una delle abilità più importanti per il successo professionale.

Secondo Virtual Speech , parlare bene in pubblico può aiutare in:

  1. Avanzamento di carriera.
  2. Aumento della propria fiducia.
  3. Pensiero critico.
  4. Crescita personale.
  5. Abilità comunicative elevate.
  6. Fare networking.
  7. Creazione della leadership.
  8. Diventare un migliore ascoltatore.

Public speaking: da dove iniziare?

Per iniziare a sviluppare questa fondamentale competenza, è utile prima scomporre i tipi di presentazioni che potresti fare e perché ognuna differisce nel suo approccio.

Di seguito sono quindi riportati i 5 modi di parlare in pubblico. Sono schemi utili anche per chi scrive, come un copywriter.

In questi potresti esser sollecitato durante la tua carriera e leggerai di seguito come potrai approcciarti a ciascuno di questi, per ottenere il massimo impatto.

I 5 modi di parlare in pubblico

1) Discorso da cerimonia

Il discorso cerimoniale è quando fai un discorso in un'occasione speciale. Ad esempio, un discorso di laurea, un matrimonio o una festa in ufficio. Questi tipi di discorsi spesso implicano una connessione personale o emotiva con le persone con cui stai parlando.

Le chiavi di un discorso cerimoniale includono:

Tocco personale : quando fai un discorso cerimoniale, vorrai dargli un tocco personale. Ciò significa includere una storia autentica che va di pari passo con cosa o di chi stai parlando.

Incentrato sull'occasione : un discorso cerimoniale deve attenersi all'occasione. Questo non è il momento di tirare fuori nient'altro che chi o cosa viene celebrato.

Ad esempio: se il tuo capo ti chiede di tenere un discorso alla festa aziendale, potresti concentrarti sull'azienda, su ciò che ha realizzato e su qualsiasi altra curiosità rilevante.

Brevità – Per coloro che non amano alzarsi di fronte a una folla e parlare, il discorso cerimoniale potrebbe essere la soluzione migliore. Questo perché in generale, il discorso cerimoniale è spesso breve. Questo non vuol dire che parli solo per dieci secondi ma, la maggior parte delle volte, mantenerlo breve è una buona regola.

Ricorda, il tuo pubblico è lì per festeggiare, quindi un discorso lungo farà sì che il tuo pubblico si disimpegni.

2) Discorso dimostrativo

Se sei nel campo della tecnologia, o in qualsiasi campo in cui i processi fanno parte del tuo lavoro, il parlare dimostrativo è un'abilità che dovresti migliorare.

Il discorso dimostrativo è concettualmente semplice: deve spiegare come fare qualcosa.

Ad esempio, ricordi quando all'università hai finalmente capito quel concetto difficile? E sei riuscito a spiegarlo al tuo gruppo di studio, in un modo che potessero capire? Era un discorso dimostrativo.

Così sono discorsi dimostrativi anche quei centinaia di tutorial che si trovano su YouTube, che spiegano come fare una determinata cosa.

Essere in grado di spiegare come funziona qualcosa o un'idea è la chiave del successo professionale. Al lavoro, potresti essere chiamato a fare un discorso dimostrativo, come parte di una formazione del team o di una demo del prodotto.

3) Discorso informativo

Se hai già partecipato a una riunione del lunedì mattina, è probabile che tu abbia sentito un discorso informativo.

I discorsi informativi sono quelli che forniscono informazioni vitali a livello aziendale o di gruppo. Un discorso informativo è il trasferimento di dati e informazioni da una persona a un gruppo. Anche una pagina di Wikipedia è quindi un discorso informativo.

Di solito, il pubblico di un discorso informativo è più distratto di quello di un discorso dimostrativo. Chi ascolta una dimostrazione, o anche un tutorial, ha già compreso la finalità dell'azione della quale vuole la dimostrazione o il "come fare".

Nel discorso informativo, per tenere alta l'attenzione, si cerca allora di seguire una scaletta che facilita il pubblico a seguire.

Le 6 soluzioni più comuni per organizzare un discorso o articolo informativo sono:

  • Organizzazione per argomento: esempio, "Vi parlerò della Microsoft: per la sua storia, i suoi prodotti, i suoi valori. Iniziando dalla storia, l'azienda nasce con Bill Gates".
  • Organizzazione cronologica: "Spiegherò come le preferenze dei clienti si sono evolute in 3 decadi: nel 2000, 2010 e 2020"
  • Organizzazione per causa-effetto: ad esempio un discorso sull'inflazione, il 1º punto potrebbe dedicarsi alle cause dell'inflazione, il 2° punto potrebbe approfondire gli effetti (aumenti dei prezzi futuri, perdita di valore della liquidità, ecc.).
  • Organizzazione narrativa: "il protagonista X ha avuto un problema Y e, grazie al supporto di un aiutante Z, lo ha risolto così", seguendo schemi come morfologia della fiaba o dello storytelling canvas.
  • Organizzazione con le 5W (tipica del giornalismo): Who? What? When? Where? Why? Chi, cosa è successo, quando, dove, il perché di un fatto/progetto.
  • Organizzazione spaziale-geografica: "Presenterò il sistema solare. In ordine di distanza dal Sole ci sono questi corpi: Mercurio, Venere, Terra, Marte..."

4) Discorso persuasivo

Il public speaking persuasivo consiste nel parlare con l'obiettivo di convincere il pubblico della tua idea o punto di vista. Il linguaggio persuasivo di solito include elementi emotivi e un linguaggio forte. Per questo, tono di voce e linguaggio del corpo hanno particolare importanza.

La struttura di un discorso persuasivo è divisa in 3 parti:

  • Introduzione
    • Si presenta un problema rilevante per gli ascoltatori.
  • Corpo del discorso
    • Cause del problema
    • La soluzione
    • I benefici della soluzione
  • Conclusione
    • Riassunto dei punti trattati
    • Invito all'azione.

Qui, puoi approfondire come fare un discorso persuasivo.

5) Discorso improvvisato

Improvvisare discorsi ci capita in continuazione, anche fuori dal mondo aziendale.

Ad esempio, quando ti viene chiesto in riunione o in pausa caffè: "Cosa ne pensi della scadenza che abbiamo per il progetto X?", la tua risposta sarà un discorso improvvisato, in cui darai una tua opinione e delle motivazioni a questa tua tesi.

Secondo Wikipedia, la struttura di un impromptu speech  - un discorso improvvisato - può essere:

  1. Introduzione (premesse e esposizione della tua tesi)
  2. Primo punto a favore della tesi
    • Un esempio di supporto
    • Secondo esempio di supporto
  3. Secondo punto a favore della tesi
    • Un esempio di supporto
    • Secondo esempio di supporto
  4. Conclusione

Un esempio di questa struttura di discorso improvvisato

cinema

Qualcuno chiede: "All'uscita di un bel film, secondo te è meglio vederlo al cinema o su Netflix?"
Risposta:

  1. Introduzione: "Ipotizzando che esca in contemporanea al cinema e su Netflix, secondo me è meglio andare al cinema"
  2. Primo punto a favore: "Perché l'esperienza è più completa al cinema."
    • "Mi concentro di più perché l'ambiente è più protetto da distrazioni. A casa potrei avere una telefonata o il figlio che interrompe"
    • "C'è spesso un rituale di prima e dopo cinema, con famiglia o amici, che coinvolge di più."
  3. Secondo punto a favore: "Preferisco il cinema per le novità tecnologhe che arrivano prima"
    • "A livello di immagini, 3D, 4K o 8K sono arrivati prima nei cinema".
    • "Al multisala Goldoni, rilasciano in sala differenti profumi, a seconda delle situazioni nel film".
  4. Conclusione: "Per queste ragioni, andrò a vedere il prossimo film di Tarantino al cinema: andiamo assieme?"

Se questo articolo ti è stato utile e cerchi un'aiuto per migliorare il tuo prossimo discorso in pubblico, puoi contattarmi.

Recentemente, ho presentato un evento Toastmasters in cui si gareggiava per parlare efficacemente in pubblico.

E nel mio ruolo di "Contest Chair" ho avuto l'opportunità di intervistare uno degli oratori partecipanti: lei era in Texas, mentre l'evento, in modalità online, era organizzato da un club italiano.

Mentre rispondeva alle mie domande, l'oratrice texana aveva alle sue spalle inquadrato un divano ed la libreria, della sua sala. Sopra il divano c'era un piccolo cane bianco, tranquillo. E mi è venuta spontanea una domanda: "Immagino che a volte il tuo cane ascolti, mentre prepari i tuoi discorsi da fare in pubblico: riesci a capire quando approva?".
"Certamente" - mi ha risposto l'intervistata - "e mi è di particolare aiuto prepararmi parlando al mio cane!"

Dopo questo, ho fatto qualche ricerca online. Ed ho trovato un articolo del New York Times, sul tema cani e preparazione a parlare in pubblico. L'ho tradotto sotto, nei passaggi più significativi.

I cani "da pubblico" di una business school americana

Alla Kogod School of Business dell'American University, gli studenti possono affinare le loro capacità di parlare in pubblico di fronte a "cani da pubblico", non giudicanti.

É un programma formativo pilota che unisce studenti di business school, inclini all'ansia, con cani tranquilli.

Secondo il materiale divulgativo del programma: "Rivolgersi a un cane amichevole e non giudicante può abbassare la pressione sanguigna, diminuire lo stress ed elevare l'umore: perfetto per esercitarsi nel discorso o nella presentazione  di un progetto".

I cani da pubblico, come vengono chiamati, sono un progetto di Bonnie Auslander, direttrice del Kogod Center for Business Communications, che aiuta gli studenti ad affinare le proprie capacità di conversazione.  Il centro ha pianificato circa una dozzina di sessioni, lo scorso semestre, e ha impiegato 6 cani locali, reclutati per le loro personalità calme.

All'inizio "Ti fa sorridere guardare i cani", ha detto Jessica Lewinson, una studentessa del secondo anno che ha provato una presentazione aziendale di fronte ai cani Teddy ed Ellie. "Ma effettivamente è un'esperienza che aiuta a calmarsi ed affinare il public speaking", ha concluso convinta.

cani

Se quindi hai da fare un discorso in pubblico ed hai anche un cane tranquillo, in casa, se già sulla buona strada!
Qui l'articolo integrale in inglese.

libro voceSe desideri migliorare la tua voce, c'è un libro che ti consiglio assolutamente: "La Voce può cambiarti la vita" di Ciro Imparato.

Il testo spiega che è possibile usare la propria voce in diverse modalità, in diversi "colori":

  • il giallo, il colore e la voce della simpatia
  • il verde, il colore e la voce della fiducia
  • il blu, colore e voce per dare un tono di autorevolezza al messaggio.
  • il rosso, per la passione.

Ho letto il libro più di una volta, facendo gli esercizi che sono nel CD allegato al libro.

E mi sono rimasti impressi sopratutto 6 elementi per migliorare il colore della voce. Te li condivido.

1) Il ritmo

Ritmo del discorso significa disporre tra le parole delle pause significative. Le pause danno ritmo e servono per rendere piacevole l’ascolto, ispirare fiducia. Sopratutto aiutano ad attirare l’attenzione dove l'oratore desidera.

Con l'elemento ritmo sono da considerare, ed evitare, quelle occasioni in cui l'oratore potrebbe stare in silenzio, fare una piccola pausa. ed invece riempie, tra una parola e l'altra, con suoni come "emh", "amh" o espressioni come "diciamo", cioè".

Questi sono i gapfiller: le espressioni riempi buco.  Fanno perdere efficacia e incisività al discorso. Ne peggiorano il ritmo. Al posto loro è molto meglio inserire una breve, silenziosa, pausa.

Ascolta come Gassman usa, in maniera magistrale, le pause e ripulisce tutto il discorso dai gapfiller, nel celebre discorso di Marco Antonio, dall'opera Giulio Cesare di William Shakespeare. É interessante notare come le iniziali pause in "Ascoltatemi (pausa): amici (pausa), romani (pausa), concittadini (pausa lunga)...." riescano a catturare subito l'attenzione.

2) L’intenzione delle voce

L'intenzione della voce è la convinzione di quello che si sta dicendo. Bisogna credere nelle cose che diciamo, perché le persone se ne accorgono subito se la persona che parla non ha voglia, non è convinta o ha timidezza per farsi ascoltare.

Un esercizio che propone il libro è dire la frase “Buon uomo, sapreste indicarmi la strada per giungere al villaggio?” come fosse da dire - non gridare - ad una persona che è dall’altra parte della strada, per catturargli l'attenzione. Senza intenzione, che presuppone anche un buon volume della voce, nessun "buon uomo" ci darebbe particolare attenzione.

Ascolta come 5 persone differenti hanno fatto l'esercizio: qual'è, secondo te, la voce con più intenzione?

3) L’articolazione

Articolare significa pronunciare bene ogni sillaba e ogni consonante (B, C, D, F, G, L, P...)

Chi pronuncia bene le parole, chi articola, risulta all'ascoltatore una persona di cultura più elevata. Quindi se articoli bene le frasi, otterrai più autorità.

Un esercizio per migliorare questo aspetto può essere leggere una testo qualsiasi, magari le istruzioni del televisore, scandendo molto bene le sillabe: "que-sto te-le-vi-so-re è l'ul-ti-mo mo-del-lo di ..."

4) Il tono

Il tono è l’altezza timbrica con il quale parliamo. Il tono e le sue variazioni sono la base dell’espressività, dei "colori" della voce.

Il tono è quindi uno strumento ottimo per generare le emozioni nell’ascoltatore: per dare sensazione di sicurezza, amicizia, passione (della voce rossa, come riportato nell'infografica), vicinanza o lontananza.

infografica voce

5) Il tempo

Con il tempo ci si riferisce alla distanza che poniamo tra le sillabe che pronunciamo.

Un tempo lento fa risultare piene di ispirazione e quasi magiche delle frasi. Ad esempio, la lentezza di Obama nel parlare dava all'ex presidente USA una speciale autorità ed attenzione dal pubblico.

6) Suono della voce

Il bel suono della voce è importante per risultare piacevoli all'orecchio. Come lo è il bel suono di uno strumento musicale: per questo ci sono violini da 300 euro e violini dai 300 milioni.

La tua voce, per avere un bel suono, dovrebbe suonare di più nella gola (non vibrare alta, nel naso). Questo abbassamento della laringe riesce meglio subito dopo aver fatto uno sbadiglio, per esempio.


Avrai già immaginato che combinare l'uso di questi 6 elementi mentre sei impegnato a cercare le parole ed a tenere il filo del discorso non è banale. Giusto, e serve quindi dell'esercizio per usare queste tecniche assieme.

La buona notizia è che già dopo due giorni di esercizi sulla voce, si comincia ad interiorizzare i 6 elementi e migliorare il proprio "strumento" vocale. E, consiglio personale, inizia dalla cura del ritmo: le pause e i riempitivi.

(Articolo in PDF)

Sabato 20 novembre, a Spoleto, è andata in scena una conferenza TEDx, dal tema "L’Uomo, il Genio".

Ho avuto l'onore di far parte della squadra dei coach, che hanno accompagnato gli speaker ad affinare i loro messaggi sul palco del teatro Caio Melisso.
Dietro le quinte, ho condiviso poi opinioni e interessanti riflessioni con più d'uno degli oratori. Ad esempio con Stefano Sacrato.

Stefano aveva seguito con particolare impegno tutte le fasi di preparazione all'evento. E così, dopo il TEDx Spoleto, gli ho proposto una intervista: per sapere come era andata emotivamente e magari aiutare futuri TEDx speakers ad avere una idea dell'esperienza che potrebbero avere davanti.

Stefano ha gentilmente accettato. Ecco di seguito l'intervista.

Come è l'esperienza del TEDx speaker? Video intervista a Stefano Sacrato


tedx

Oratori, organizzatori e coach del TEDx Spoleto 2021.

La scala della chiarezza: astratto > definizione > analogia > aneddoto

Le persone abbondano i loro discorsi con termini astratti. Ma se desideri che il tuoi ascoltatori ricordino quanto hai detto, dovresti diminuire l’uso di termini astratti. E, diminuendo l'uso di termini astratti, il numero di persone che seguiranno il tuo discorso sarà maggiore.

Ad esempio: spesso si sente usare il termine "qualità". Ma ognuno può metterci il suo personale significato in questo termine astratto.  Se ascolta una persona che ha una preparazione umanistica, forse nella sua mente la qualità è un richiamo ad una delle categorie aristoteliche, con la quale si può determinare come è la cosa, rispondendo alla domanda «quale?». Invece, se chi ascolta è una persona con preparazione ingegneristica, magari pensa ai processi della qualità della Toyota o alla certificazione ISO 9001.

Altre parole astratte – ricorrenti nel mondo aziendale – sono “creazione di valore”, “ottimizzazione”, riduzione dei costi”, “obiettivi”, “sinergia”, “missione”, “successo”, “rispetto”, ecc.

Cosa è il “rispetto” per te? Cosa è il “rispetto” per il tuo collega? Forse non la pensiamo esattamente alla stessa maniera.

Ogni volta che si usa un termine astratto, l’ascoltatore interpreta e insegue nella sua mente il significato personale.  E spesso ci perdiamo la sua attenzione.  Per non parlare degli inglesismi, “target”, “KPI”…

1) Dall'astratto alla definizione

Dalle parole astratte, suggerisco di aumentare l’uso di definizioni ed esempi.
Le tue parole saranno più ascoltate e recepite.

Per rendere meno astratto un termine come "rispetto" , potresti iniziare con: “Oggi vi parlo di rispetto, ovvero quando riconosco un valore e un diritto nell’altra persona”.

Non possiamo certo dedicare troppo tempo a definire tutte le parole astratte del nostro discorso. Ma almeno quelle 2-3 principali parole, le “keywords” del nostro discorso, suggerisco di dedicarci attenzione, non darle per scontate: definiamole, analizziamole per il pubblico.

2) Dalle definizioni alle analogie/paragoni

Per un livello più profondo di chiarezza e memorizzazione del tuo ascoltatore, potresti passare ad usare delle analogie. Ovvero, fare un paragone di una cosa con un’altra.

Il responsabile della sicurezza aziendale è come un genitore che vuole trasmettere l’educazione ai propri figli”.

"Il nostro processo di content marketing è come il lavoro in un giardino curato: oggi piantiamo i semi che domani saranno i fiori che attirano naturalmente delle farfalle, i nostri clienti".

Parlare chiaro: dati e numeri

Le analogie sono ottime anche per far visualizzare dei grandi numeri.
Come fa lo scrittore José Saramago quando ci racconta di 2000 morti nel “Il Vangelo secondo Gesù Cristo“: “Duemila crucifissi sono un grande numero di morti, ma ci sembrerebbero ancora di più se li immaginassimo piantati a intervalli di un chilometro lungo una strada, o a circoscrivere, è solo un esempio, quel paese che un giorno si chiamerà Portogallo e la cui dimensione, alle frontiere, si aggira più o meno intorno a quel valore.

Con i grandi numeri è dunque meglio fare paragoni tangibili, “visualizzabili”.
Un altro esempio più semplice: invece di dire “45 milioni di persone”, meglio dire “45 milioni di persone è circa l’intera popolazione delle Spagna”.

Ho fatto visualizzare una superficie spaziale universalmente conosciuta: il dato è più facile da memorizzare e capire.

3) Dalle analogie agli aneddoti

Usare l’aneddoto (una storia/narrazione) è la miglior tecnica per fare memorizzare una informazione al pubblico.

Ora, se nel tuo discorso devi presentare delle norme o dei processi tecnici è difficile tradurle in narrativa. Ma se riuscirai a riportare un caso passato, che sintetizza il principio della norma, sarà molto più facile entrare nella mente dell’ascoltare per maggiore tempo.

Sicuramente un buon aneddoto va preparato e pensato prima, non può essere improvvisato. Ad esempio, lo potresti preparare, con il supporto di alcuni oggetti.

Parlare chiaro: usa degli oggetti

Un’altra tecnica per far restare di più nella memoria il tuo messaggio o i tuoi aneddoti, è usare degli oggetti di "scena".

macbook-airRicordo ancora come Steve Jobs, per presentare il laptop più fine del mondo (il Mac Book Air), usò una busta dei servizi postali. Quella busta rese l’idea precisa di quanto fine fosse l’apparecchio, senza necessità di usare misurazioni in mm o altri dati tecnici.

Anni dopo Bill Gates, in un profetico TED Talks, entrava sul palco con un barile di sopravvivenza agli attacchi nucleari. Memorabile, anche come oggettistica.

E se non hai oggetti? Potresti anche farli visualizzare al pubblico, con un tuo gesto.


Ricorda, per il tuo prossimo discorso in pubblico: prima assicurati di articolare bene le parole e non parlare troppo veloce, poi controlla di far salire dolcemente, al tuo pubblico, i 4 gradini della chiarezza, che sono astratto, definizione/esempio, analogia, aneddoto. Buona... scalata.

(il concetto di astratto, esempio, analogia, aneddoto è ripreso  dal capitolo 3 dell'interessante libro "102 Visual Tips" di Florian Mueck)

Dalle mie parti (Toscana) c'è un detto scherzoso: "I discorsi li porta via il vento e le biciclette i livornesi".

Ma i discorsi preparati e fatti bene, hanno la loro potenza riconosciuta, nei millenni. Di seguito, trovi una collezione di frasi sull'oratoria, raccolte appunto in differenti epoche, da Aristotele ai giorni nostri. E alcune frasi, lasciando stare i livornesi, ancora scherzose.

Frasi famose sul tema del parlare in pubblico

Tutti gli oratori dovrebbero abbordare la loro preparazione non da cosa vogliono dire ma da cosa loro vorranno imparare.
Tod Stocker

"Se non puoi esprimere la tua posizione in otto parole, non hai una posizione."
Seth Godin

Di solito impiego più di 3 settimane a prepararmi per un buon discorso improvvisato.
Mark Twain

Chi parla male, pensa male e vive male. Bisogna trovare le parole giuste: le parole sono importanti!
da Palombella rossa

Colui che potendo dire una cosa in dieci parole ne impiega dodici, io lo ritengo capace delle peggiori azioni.
Giosuè Carducci

Se mi venissero tolte tutte le mie forze e ricchezze, concedendomi di trattenerne una sola, conserverei la possibilità di parlare, perché con questa riconquisterei tutte le altre
Daniel Webster

kennedyI migliori oratori danno l'impressione di improvvisare, ma in realtà si preparano tutto
J.F. Kennedy

Tutti i grandi oratori furono all'inizio pessimi parlatori
Ralph Waldo Emerson

Coloro che si lasciano conquistare dalla parola scritta sono meno di coloro che si lasciano conquistare dalla parola parlata, detta da una viva voce, e tutti i grandi movimenti devono la loro origine a grandi oratori, non a grandi scrittori
Adolf Hitler

Un oratore emotivo fa sempre sentire il suo pubblico con lui, anche quando non c'è nulla nelle sue argomentazioni; ecco perché molti oratori cercano di sopraffare il loro pubblico con il semplice rumore
Aristotele

Parla così veloce che ascoltarlo è come cercare di leggere "Playboy" con tua moglie che gira le pagine.
G.E.Lessin

Se mai doveste trovarvi a tenere un discorso, cominciate con una battuta.
Kurt Vonnegut Jr

Nessuna parola è tanto efficace quanto una pausa fatta nel tempo giusto.
Mark Twain

"Ci vuole un'ora di preparazione per ogni minuto di presentazione."
Wayne Burgraff, filosofo.

Chiarisco un concetto cardine per me: la presentazione di un libro, da parte dell'autore, è un discorso di vendita. E si riconduce, per molti aspetti, alla schema del public speaking persuasivo.

Anche quando il libro è gratuito o con incassi no-profit - personalmente l'ho fatto con il racconto "Il Diario di Rosa Shocking", a Lucca Libri - l'autore desidera persuadere gli ascoltatori a leggere il libro. Ed anche questa è vendita.

Presentazione di un libro: incipit del discorso e atteggiamento

Nelle prime parole dell'intervento, di solito, si ringrazia le persone presenti, il luogo che ci ospita, le eventuali autorità.

Già dalle prime parole si può chiarire il nostro atteggiamento. Non dovrebbe delineare una situazione formale e forbita, piuttosto far capire che sarà un approccio più tipico della chiacchierata.

Si dovrebbe evitare l'atmosfera formale da professore che spiega (l'autore) e alunni (pubblico) di fronte. Così otterrai più vicinanza e empatia nel pubblico.

Con questo approccio è bravo Alessandro Baricco, durante una presentazione alla Feltrinelli (video sotto), che non si mette a sedere ad un tavolo/cattedra e che introduce con "Festeggiamo insieme...": una frase coinvolgente, che contiene "insieme".

Introduzione della presentazione di un libro

Nell'introduzione si può raccontare una storia. Non la storia del libro.

Ad esempio,  la storia di come il libro è nato. Il racconto personale che ti ha fatto pensare ad alcuni elementi del libro. In mezzo a difficoltà, ripensamenti, aneddoti che hanno portato alla nascita del testo. Insomma una narrazione per introdurre la narrazione del libro.

Ascolta come fa Alessandro Baricco, raccontandoci di se stesso annoiato in un museo (minuto 2').

Corpo: i benefici di leggere il libro

Nella prima parte della presentazione alla Feltrinelli, Alessandro Baricco dice che il suo libro è "illuminato". Ci parla di luce.  Anticipa la sensazione che il suo libro promette di lasciare nel lettore. In altre parole: evidenzia i benefici che il suo "prodotto" porterà all'acquirente.

Sarebbe anche interessante spiegare come questi benefici siano importanti in questo momento storico. Se, come autore, dicessi "il mio libro vi porterà della "luce" e credo che in questo periodo pandemico ce ne sia particolarmente bisogno", avrei rinforzato il valore del beneficio.

Ecco: nel corpo della presentazione, dovresti parlare del tema del libro e, facendolo, concentrati su cosa puoi lasciare al tuo pubblico, quale è beneficio. E Baricco diventa esplicito a metà della sua presentazione del libro: "Avevo voglia di luce e spero che sia una delle cose che vi lascerà il libro". "É un libro anche sorridente", ecc.

Siccome un discorso persuasivo espone una tesi, dovrebbero poi seguire dei dati o degli esempi a sostegno della tesi dell'autore.

presentazione libro

La presentazione del racconto "Il Diario di Rosa Shocking" a Lucca Libri

Così dopo aver esposto la tesi/beneficio (esempio: "un libro che vi darà luce e sorrisi") potresti esporre i dati a supporto: per esempio, leggere o far interpretare la lettura di un passo del libro.

Così noi facemmo per la presentazione de "Il Diario di Rosa Shocking", con un lettore/attore con bombetta, vestito come Giacomo Puccini.

Non sarà così una lettura fine a se stessa, sarà legata ai benefici promessi o a una riflessione (interessante quella ancora di Baricco, su particolari libri che dettano i tempi e la "vendetta contro la vita quotidiana") che potrà essere utile al pubblico in quell'evento.

E se invece parlassi di un libro che è un saggio, sarà più semplice trovare degli elementi utili da lasciare al pubblico della presentazione.

Chiusura: call to action

Come un buon discorso persuasivo ha un invito all'azione, così anche il discorso di presentazione di un libro contempla questa chiusura.

Forse è piuttosto commerciale invitare a "Comprate il libro oggi per appena € xx". Molto meglio "Vi aspetto qui per firmare la vostra copia del libro". E, ancora, il video girato alla Feltrinelli ispira delle idee: la firma dell'autore non dovrebbe essere un azione fatta a catena, con tempi protocollati, ma un momento più personale, anche per dialogare brevemente, stringersi le mani, con l'autore.

Parlare bene in pubblico è come esercitare un muscolo: va tenuto in continuo allenamento.

Certamente c'è bisogno di un buon incipit: un corso di formazione, teorico e pratico, che orienti la persona sul metodo e sulle tecniche di public speaking. Ma se queste, dopo la formazione, non verranno più esercitate, sarà difficile mantenere un livello qualitativo alto nell'oratoria o saper gestire ansia e nervosismo da palco.

Per questo, può esser utile iscriversi in un club Toastmasters International, un'organizzazione educativa senza fini di lucro che opera attraverso club in tutto il mondo, con lo scopo di aiutare i membri a migliorare la propria comunicazione.

Io sono socio fondatore del club Toastmasters Pisa. Ho anche ricoperto, all'interno di questa organizzazione, ruoli di dirigenza come Area Director o Presidente del Club. É un'esperienza davvero ricca, che mette a contatto con persone aperte a continue sfide.

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Come partecipare a Toastmasters da ospite?

Se vuoi conoscere il mondo Toastmasters puoi venire gratuitamente e senza impegno come ospite in uno dei club di Toastmaster Italia, per valutare il metodo e l'iscrizione (la quota è davvero bassa, si aggira a €80-100 per semestre).

Inoltre puoi guardarti 2 video in cui presento il metodo Toastmasters.