Come migliorare la voce: 6 elementi basilari per il public speaking

libro voceSe desideri migliorare la tua voce, c'è un libro che ti consiglio assolutamente: "La Voce può cambiarti la vita" di Ciro Imparato.

Il testo spiega che è possibile usare la propria voce in diverse modalità, in diversi "colori":

Ho letto il libro più di una volta, facendo gli esercizi che sono nel CD allegato al libro.

E mi sono rimasti impressi sopratutto 6 elementi per migliorare il colore della voce. Te li condivido.

1) Il ritmo

Ritmo del discorso significa disporre tra le parole delle pause significative. Le pause danno ritmo e servono per rendere piacevole l’ascolto, ispirare fiducia. Sopratutto aiutano ad attirare l’attenzione dove l'oratore desidera.

Con l'elemento ritmo sono da considerare, ed evitare, quelle occasioni in cui l'oratore potrebbe stare in silenzio, fare una piccola pausa. ed invece riempie, tra una parola e l'altra, con suoni come "emh", "amh" o espressioni come "diciamo", cioè".

Questi sono i gapfiller: le espressioni riempi buco.  Fanno perdere efficacia e incisività al discorso. Ne peggiorano il ritmo. Al posto loro è molto meglio inserire una breve, silenziosa, pausa.

Ascolta come Gassman usa, in maniera magistrale, le pause e ripulisce tutto il discorso dai gapfiller, nel celebre discorso di Marco Antonio, dall'opera Giulio Cesare di William Shakespeare. É interessante notare come le iniziali pause in "Ascoltatemi (pausa): amici (pausa), romani (pausa), concittadini (pausa lunga)...." riescano a catturare subito l'attenzione.

2) L’intenzione delle voce

L'intenzione della voce è la convinzione di quello che si sta dicendo. Bisogna credere nelle cose che diciamo, perché le persone se ne accorgono subito se la persona che parla non ha voglia, non è convinta o ha timidezza per farsi ascoltare.

Un esercizio che propone il libro è dire la frase “Buon uomo, sapreste indicarmi la strada per giungere al villaggio?” come fosse da dire - non gridare - ad una persona che è dall’altra parte della strada, per catturargli l'attenzione. Senza intenzione, che presuppone anche un buon volume della voce, nessun "buon uomo" ci darebbe particolare attenzione.

Ascolta come 5 persone differenti hanno fatto l'esercizio: qual'è, secondo te, la voce con più intenzione?

3) L’articolazione

Articolare significa pronunciare bene ogni sillaba e ogni consonante (B, C, D, F, G, L, P...)

Chi pronuncia bene le parole, chi articola, risulta all'ascoltatore una persona di cultura più elevata. Quindi se articoli bene le frasi, otterrai più autorità.

Un esercizio per migliorare questo aspetto può essere leggere una testo qualsiasi, magari le istruzioni del televisore, scandendo molto bene le sillabe: "que-sto te-le-vi-so-re è l'ul-ti-mo mo-del-lo di ..."

4) Il tono

Il tono è l’altezza timbrica con il quale parliamo. Il tono e le sue variazioni sono la base dell’espressività, dei "colori" della voce.

Il tono è quindi uno strumento ottimo per generare le emozioni nell’ascoltatore: per dare sensazione di sicurezza, amicizia, passione (della voce rossa, come riportato nell'infografica), vicinanza o lontananza.

infografica voce

5) Il tempo

Con il tempo ci si riferisce alla distanza che poniamo tra le sillabe che pronunciamo.

Un tempo lento fa risultare piene di ispirazione e quasi magiche delle frasi. Ad esempio, la lentezza di Obama nel parlare dava all'ex presidente USA una speciale autorità ed attenzione dal pubblico.

6) Suono della voce

Il bel suono della voce è importante per risultare piacevoli all'orecchio. Come lo è il bel suono di uno strumento musicale: per questo ci sono violini da 300 euro e violini dai 300 milioni.

La tua voce, per avere un bel suono, dovrebbe suonare di più nella gola (non vibrare alta, nel naso). Questo abbassamento della laringe riesce meglio subito dopo aver fatto uno sbadiglio, per esempio.


Avrai già immaginato che combinare l'uso di questi 6 elementi mentre sei impegnato a cercare le parole ed a tenere il filo del discorso non è banale. Giusto, e serve quindi dell'esercizio per usare queste tecniche assieme.

La buona notizia è che già dopo due giorni di esercizi sulla voce, si comincia ad interiorizzare i 6 elementi e migliorare il proprio "strumento" vocale. E, consiglio personale, inizia dalla cura del ritmo: le pause e i riempitivi.

Recentemente mi è arrivata questo messaggio in email, da una persona che non conosco.
(ho aggiunto io i 3 colori, per evidenziare un concetto)


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Analizziamo.

La struttura del messaggio sarebbe anche solida e nemmeno troppo lunga:

  1. Introduzione con un problema;
  2. soluzione con alcuni benefici;
  3. call to action (invito ad una azione) con il link.

Ma c'è un problema che spicca: il discorso è presentato con un'ovvietà e superficialità imbarazzanti.

Dalle prime righe, il lettore pensa: "questo lo so già..., la pandemia, la drammaticità, ecc.". Se fossimo degli alieni, forse, non lo sapremo.

E ci sentiamo già annoiati subito nell'incipit.

Come dice, con altre parole, Florian Mueck, in questa introduzione siamo davanti ad un IKIA: il lettore o l'ascoltatore pensa "I know It already". IKIA.

Per attirare l'attenzione nell'inizio di un discorso, è certamente utile approcciare un problema o un'opportunità. Ma avere uno schema non è quasi nulla. Perché se descrivi in maniera superficiale e con frasi cliché, si brucia l'attenzione iniziale del pubblico e la nostra credibilità come comunicatori empatici.

Oggi, nel 2021, di fronte ad una platea di giovani imprenditori esordire con: "Siamo di fronte ad una rivoluzione digitale!". É l'ovvio, noioso, è IKIA. Lo sappiamo già.

É probabile che il prossimo pensiero di chi ascolta sia "Fammi vedere se ho delle notifiche sul cellulare perché qui la situazione si preannuncia noiosa....".

Consiglio d'oro quindi: evita la superficialità sopratutto nell'introduzione, nelle descrizione del problema che sarà il motore del tuo discorso persuasivo.

Un discorso persuasivo è un pò come sedurre: immagina allora la reazione di una bella ragazza che viene approcciata con una ovvia frase da rimorchio. Occhi al cielo o silenzio sfuggente. Così, interiormente, farà il pubblico quando sente un approccio banale.