Come migliorare a parlare in pubblico? Parla ad un cane

Recentemente, ho presentato un evento Toastmasters in cui si gareggiava per parlare efficacemente in pubblico.

E nel mio ruolo di "Contest Chair" ho avuto l'opportunità di intervistare uno degli oratori partecipanti: lei era in Texas, mentre l'evento, in modalità online, era organizzato da un club italiano.

Mentre rispondeva alle mie domande, l'oratrice texana aveva alle sue spalle inquadrato un divano ed la libreria, della sua sala. Sopra il divano c'era un piccolo cane bianco, tranquillo. E mi è venuta spontanea una domanda: "Immagino che a volte il tuo cane ascolti, mentre prepari i tuoi discorsi da fare in pubblico: riesci a capire quando approva?".
"Certamente" - mi ha risposto l'intervistata - "e mi è di particolare aiuto prepararmi parlando al mio cane!"

Dopo questo, ho fatto qualche ricerca online. Ed ho trovato un articolo del New York Times, sul tema cani e preparazione a parlare in pubblico. L'ho tradotto sotto, nei passaggi più significativi.

I cani "da pubblico" di una business school americana

Alla Kogod School of Business dell'American University, gli studenti possono affinare le loro capacità di parlare in pubblico di fronte a "cani da pubblico", non giudicanti.

É un programma formativo pilota che unisce studenti di business school, inclini all'ansia, con cani tranquilli.

Secondo il materiale divulgativo del programma: "Rivolgersi a un cane amichevole e non giudicante può abbassare la pressione sanguigna, diminuire lo stress ed elevare l'umore: perfetto per esercitarsi nel discorso o nella presentazione  di un progetto".

I cani da pubblico, come vengono chiamati, sono un progetto di Bonnie Auslander, direttrice del Kogod Center for Business Communications, che aiuta gli studenti ad affinare le proprie capacità di conversazione.  Il centro ha pianificato circa una dozzina di sessioni, lo scorso semestre, e ha impiegato 6 cani locali, reclutati per le loro personalità calme.

All'inizio "Ti fa sorridere guardare i cani", ha detto Jessica Lewinson, una studentessa del secondo anno che ha provato una presentazione aziendale di fronte ai cani Teddy ed Ellie. "Ma effettivamente è un'esperienza che aiuta a calmarsi ed affinare il public speaking", ha concluso convinta.

cani

Se quindi hai da fare un discorso in pubblico ed hai anche un cane tranquillo, in casa, se già sulla buona strada!
Qui l'articolo integrale in inglese.

libro voceSe desideri migliorare la tua voce, c'è un libro che ti consiglio assolutamente: "La Voce può cambiarti la vita" di Ciro Imparato.

Il testo spiega che è possibile usare la propria voce in diverse modalità, in diversi "colori":

  • il giallo, è il colore della voce della simpatia/amicizia.
  • il verde, il colore e la voce della fiducia, l'affidabilità.
  • il blu, colore e voce per dare un tono di autorevolezza al messaggio.
  • il rosso, per la passione e l'entusiasmo.

Ho letto il libro più di una volta, facendo gli esercizi che sono nel CD allegato al libro.

E mi sono rimasti impressi sopratutto 7 elementi per migliorare il colore della voce.
Io li chiamo "I magnifici 7" della voce.

voce

Te li condivido.

1) Il ritmo

Ritmo del discorso significa disporre tra le parole delle pause significative. Le pause danno ritmo e servono per rendere piacevole l’ascolto, ispirare fiducia. Sopratutto aiutano ad attirare l’attenzione dove l'oratore desidera.

Con l'elemento ritmo sono da considerare, ed evitare, quelle occasioni in cui l'oratore potrebbe stare in silenzio, fare una piccola pausa. ed invece riempie, tra una parola e l'altra, con suoni come "emh", "amh" o espressioni come "diciamo", cioè".

Questi sono i gapfiller: le espressioni riempi buco.  Fanno perdere efficacia e incisività al discorso. Ne peggiorano il ritmo. Al posto loro è molto meglio inserire una breve, silenziosa, pausa.

Ascolta come Gassman usa, in maniera magistrale, le pause e ripulisce tutto il discorso dai gapfiller, nel celebre discorso di Marco Antonio, dall'opera Giulio Cesare di William Shakespeare. É interessante notare come le iniziali pause in "Ascoltatemi (pausa): amici (pausa), romani (pausa), concittadini (pausa lunga)...." riescano a catturare subito l'attenzione.

2) L’intenzione delle voce

L'intenzione della voce è la convinzione di quello che si sta dicendo. Bisogna credere nelle cose che diciamo, perché le persone se ne accorgono subito se la persona che parla non ha voglia, non è convinta o ha timidezza per farsi ascoltare.

Un esercizio che propone il libro è dire la frase “Buon uomo, sapreste indicarmi la strada per giungere al villaggio?” come fosse da dire - non gridare - ad una persona che è dall’altra parte della strada, per catturargli l'attenzione. Senza intenzione, che presuppone anche un buon volume della voce (approfondiamo sotto al punto 7), nessun "buon uomo" ci darebbe particolare attenzione.

Ascolta come 5 persone differenti hanno fatto l'esercizio: qual'è, secondo te, la voce con più intenzione?

3) L’articolazione

Articolare significa pronunciare bene ogni sillaba e ogni consonante (B, C, D, F, G, L, P...)

Chi pronuncia bene le parole, chi articola, risulta all'ascoltatore una persona di cultura più elevata. Quindi se articoli bene le frasi, otterrai più autorità.

Un esercizio per migliorare questo aspetto può essere leggere una testo qualsiasi, magari le istruzioni del televisore, scandendo molto bene le sillabe: "que-sto te-le-vi-so-re è l'ul-ti-mo mo-del-lo di ..."

4) Il tono

Il tono è l’altezza timbrica con il quale parliamo. Il tono e le sue variazioni sono la base dell’espressività, dei "colori" della voce.

Il tono è quindi uno strumento ottimo per generare le emozioni nell’ascoltatore: per dare sensazione di sicurezza, amicizia (della voce gialla), passione (della voce rossa), empatia (della voce verde), vicinanza o lontananza.

infografica voce

5) Il tempo

Con il tempo ci si riferisce alla distanza che poniamo tra le sillabe che pronunciamo.

Un tempo lento fa risultare piene di ispirazione e quasi magiche delle frasi. Ad esempio, la lentezza di Obama nel parlare dava all'ex presidente USA una speciale autorità ed attenzione dal pubblico. In generale, i colori giallo e blu della voce richiedono una certa lentezza nel tempo.

6) Suono della voce

Il bel suono della voce è importante per risultare piacevoli all'orecchio. Come lo è il bel suono di uno strumento musicale: per questo ci sono violini da 300 euro e violini dai 300 milioni.

La tua voce, per avere un bel suono, dovrebbe suonare di più nella gola (non vibrare alta, nel naso). Questo abbassamento della laringe riesce meglio subito dopo aver fatto uno sbadiglio, per esempio.

7) Volume della voce

Il volume è la quantità di suono che emetti quando parli. Il volume può essere alto o basso. È ricorrente usare un volume di tono medio-basso quando siamo sinceri o confidiamo un aspetto di noi stessi; è più appropriato aumentare il volume della voce quando vogliamo dare passionalità ad una parte del discorso (voce rossa).

Un buon esercizio per migliorare il volume della propria voce è leggere brevi frasi di un libro, ad voce alta. Registrati, risentiti e analizza se il volume che stavi usando era appropriato.


Avrai già immaginato che combinare l'uso di questi 7 elementi mentre sei impegnato a cercare le parole ed a tenere il filo del discorso non è banale. Giusto, e serve quindi dell'esercizio per usare queste tecniche assieme.

La buona notizia è che già dopo due giorni di esercizi sulla voce, si comincia ad interiorizzare i "Magnifici 7" e migliorare il proprio "strumento" vocale. E, consiglio personale, inizia dalla cura del ritmo: le pause e i riempitivi.

(Articolo in PDF)

Sabato 20 novembre, a Spoleto, è andata in scena una conferenza TEDx, dal tema "L’Uomo, il Genio".

Ho avuto l'onore di far parte della squadra dei coach, che hanno accompagnato gli speaker ad affinare i loro messaggi sul palco del teatro Caio Melisso.
Dietro le quinte, ho condiviso poi opinioni e interessanti riflessioni con più d'uno degli oratori. Ad esempio con Stefano Sacrato.

Stefano aveva seguito con particolare impegno tutte le fasi di preparazione all'evento. E così, dopo il TEDx Spoleto, gli ho proposto una intervista: per sapere come era andata emotivamente e magari aiutare futuri TEDx speakers ad avere una idea dell'esperienza che potrebbero avere davanti.

Stefano ha gentilmente accettato. Ecco di seguito l'intervista.

Come è l'esperienza del TEDx speaker? Video intervista a Stefano Sacrato


tedx

Oratori, organizzatori e coach del TEDx Spoleto 2021.

Le persone abbondano spesso, i loro discorsi, di termini astratti. Ma se desideri che il tuoi ascoltatori ricordino quanto hai detto, dovresti diminuire l’uso di termini astratti. E, diminuendo l'uso di termini astratti, il numero di persone che seguiranno il tuo discorso sarà maggiore.

C'è uno strumento semplice per fare questo: il cerchio della chiarezza, con i suoi passaggi astratto > definizione > analogia > aneddoto.

Andiamo per gradi e chiariamo prima cosa sia l'astrattezza in un discorso.

Cosa è un termine astratto?

Ecco un esempio: spesso si sente usare il termine "qualità". Ma ognuno può metterci il suo personale significato in questo termine, proprio perché è astratto.

Se lo ascolta una persona che ha una preparazione umanistica, forse nella sua mente la qualità è un richiamo ad una delle categorie aristoteliche, con la quale si può determinare come è la cosa. Invece, se chi ascolta è una persona con preparazione ingegneristica, magari pensa ai processi della qualità della Toyota o alla certificazione ISO 9001.

Altre parole astratte – ricorrenti nel mondo aziendale – sono “creazione di valore”, “ottimizzazione”, "riduzione dei costi”, “obiettivi”, “sinergia”, “missione”, “successo”, “rispetto”, "eccellenza", ecc.

Cosa è il “rispetto per te? Cosa è il “rispetto” per il tuo collega? Spesso non la pensiamo esattamente alla stessa maniera.

Ogni volta che si usa un termine astratto, l’ascoltatore interpreta e insegue nella sua mente il significato personale.  E spesso ci perdiamo la sua attenzione.  Per non parlare degli inglesismi, “target”, “KPI”, "performance", "win-win" …

1) Dall'astratto alla definizione

Dalle parole astratte, suggerisco di aumentare l’uso di definizioni e dati.
Le tue parole saranno più ascoltate e recepite.

Per rendere meno astratto un termine come "rispetto" , potresti iniziare con:
Oggi vi parlo di rispetto, ovvero quando riconosco un valore e un diritto nell’altra persona”.

Non possiamo certo dedicare troppo tempo a definire tutte le parole astratte del nostro discorso. Ma almeno quelle 2-3 principali parole, le “keywords” del nostro discorso, suggerisco di dedicarci attenzione, non darle per scontate: definiamole, analizziamole per il pubblico.

2) Dalle definizioni alle analogie/paragoni

Per un livello più profondo di chiarezza e memorizzazione del tuo ascoltatore, potresti passare ad usare delle analogie. Ovvero, fare un paragone di una cosa con un’altra.

Il responsabile della sicurezza aziendale è come un genitore che vuole trasmettere l’educazione ai propri figli”.

"Il nostro processo di content marketing è come il lavoro in un giardino curato: oggi piantiamo i semi che domani saranno i fiori che attirano naturalmente delle farfalle, i nostri clienti".

Parlare chiaro: analogie per i numeri

Le analogie sono ottime anche per far visualizzare dei grandi numeri.
Come fa lo scrittore José Saramago quando ci racconta di 2000 morti nel “Il Vangelo secondo Gesù Cristo“: “Duemila crucifissi sono un grande numero di morti, ma ci sembrerebbero ancora di più se li immaginassimo piantati a intervalli di un chilometro lungo una strada, o a circoscrivere, è solo un esempio, quel paese che un giorno si chiamerà Portogallo e la cui dimensione, alle frontiere, si aggira più o meno intorno a quel valore.

Con i grandi numeri è dunque meglio fare paragoni tangibili, “visualizzabili”.
Un altro esempio più semplice: invece di dire “45 milioni di persone”, meglio dire “45 milioni di persone è circa l’intera popolazione delle Spagna”.

Ho fatto visualizzare una superficie spaziale universalmente conosciuta: il dato è più facile da memorizzare e capire.

3) Dalle analogie agli aneddoti

Usare l’aneddoto (lo storytelling) è la miglior tecnica per fare memorizzare una informazione al pubblico.

Ora, se nel tuo discorso devi presentare delle norme o dei processi tecnici è difficile tradurle in narrativa. Ma se riuscirai a riportare un caso passato, che sintetizza il principio della norma, sarà molto più facile entrare nella mente dell’ascoltare per maggiore tempo.

Sicuramente un buon aneddoto va preparato e pensato prima, non può essere improvvisato. Ad esempio, lo potresti preparare, con il supporto di alcuni oggetti.

Parlare chiaro: usa degli oggetti

Un’altra tecnica per far restare di più nella memoria il tuo messaggio o i tuoi aneddoti, è usare degli oggetti di "scena".
Un oggetto è comunque qualcosa che sottintende una sua storia: è stato quasi sempre creato per risolvere un problema e se c'è un problema... c'è una storia.

macbook-airRicordo ancora come Steve Jobs, per presentare il laptop più fine del mondo (il Mac Book Air), usò una busta dei servizi postali. Quella busta rese l’idea precisa di quanto fine fosse l’apparecchio, senza necessità di usare misurazioni in mm o altri dati tecnici.

Anni dopo Bill Gates, in un profetico TED Talks, entrava sul palco con un barile di sopravvivenza agli attacchi nucleari. Memorabile anche come oggettistica.


circolo della chiarezzaRiassumendo: per il tuo prossimo discorso in pubblico, controlla di non usare troppe parole astratte. Nel caso, accompagna il tuo pubblico verso il centro dei 4 cerchi (come nell'infografica), che sono astratto, definizione/dati, analogia, aneddoto.

(il concetto di astratto, esempio, analogia, aneddoto è ripreso  dal capitolo 3 dell'interessante libro "102 Visual Tips" di Florian Mueck)

Ti condivido quelle che ritengo le migliori frasi sul parlare in pubblico: è una collezione tratta da differenti epoche, da Aristotele, Carducci, ai giorni nostri, sia dai toni scherzosi o riflessivi.

Frasi famose sul tema del parlare in pubblico

Non ho avuto tempo di preparare un breve discorso, perciò ne ho fatto uno lungo.
Abraham Lincoln

Un buon discorso deve essere come una gonna da donna: abbastanza lungo da coprire l'argomento, ma abbastanza corto da essere interessante.
Winston Churchill

Tutti gli oratori dovrebbero abbordare la loro preparazione non da cosa vogliono dire ma da cosa loro vorranno imparare.
Tod Stocker

Se non puoi esprimere la tua posizione in otto parole, non hai una posizione.
Seth Godin

Di solito impiego più di 3 settimane a prepararmi per un buon discorso improvvisato.
Mark Twain

Chi parla male, pensa male e vive male. Bisogna trovare le parole giuste: le parole sono importanti!
da Palombella rossa

Colui che potendo dire una cosa in dieci parole ne impiega dodici, io lo ritengo capace delle peggiori azioni.
Giosuè Carducci

Se mi venissero tolte tutte le mie forze e ricchezze, concedendomi di trattenerne una sola, conserverei la possibilità di parlare, perché con questa riconquisterei tutte le altre
Daniel Webster

kennedyI migliori oratori danno l'impressione di improvvisare, ma in realtà si preparano tutto
J.F. Kennedy

Tutti i grandi oratori furono all'inizio pessimi parlatori
Ralph Waldo Emerson

Coloro che si lasciano conquistare dalla parola scritta sono meno di coloro che si lasciano conquistare dalla parola parlata, detta da una viva voce, e tutti i grandi movimenti devono la loro origine a grandi oratori, non a grandi scrittori.
Adolf Hitler

Un oratore emotivo fa sempre sentire il suo pubblico con lui, anche quando non c'è nulla nelle sue argomentazioni; ecco perché molti oratori cercano di sopraffare il loro pubblico con il semplice rumore
Aristotele

Parla così veloce che ascoltarlo è come cercare di leggere "Playboy" con tua moglie che gira le pagine.
G.E.Lessin

Se mai doveste trovarvi a tenere un discorso, cominciate con una battuta.
Kurt Vonnegut Jr

Nessuna parola è tanto efficace quanto una pausa fatta nel tempo giusto.
Mark Twain

Ci vuole un'ora di preparazione per ogni minuto di presentazione.
Wayne Burgraff, filosofo.

L'oratoria è l'arte di parlare in pubblico come se si stesse parlando con un solo individuo.
Quintiliano

La vera eloquenza non consiste nel dire grandi cose in poche parole, ma nel dire cose piccole in modo grandioso.
Voltaire


E tu, hai qualcun altro aforisma sul public speaking a te è particolarmente caro? Condividi sotto, per cortesia.

Chiarisco un concetto cardine per me: la presentazione di un libro, da parte dell'autore, è un discorso di vendita. E si riconduce, per molti aspetti, alla schema del public speaking persuasivo.

Anche quando il libro è gratuito o con incassi no-profit - personalmente l'ho fatto con il racconto "Il Diario di Rosa Shocking", a Lucca Libri - l'autore desidera persuadere gli ascoltatori a leggere il libro. Ed anche questa è vendita.

Presentazione di un libro: incipit del discorso e atteggiamento

Nelle prime parole dell'intervento, di solito, si ringrazia le persone presenti, il luogo che ci ospita, le eventuali autorità.

Già dalle prime parole si può chiarire il nostro atteggiamento. Non dovrebbe delineare una situazione formale e forbita, piuttosto far capire che sarà un approccio più tipico della chiacchierata.

Si dovrebbe evitare l'atmosfera formale da professore che spiega (l'autore) e alunni (pubblico) di fronte. Così otterrai più vicinanza e empatia nel pubblico.

Con questo approccio è bravo Alessandro Baricco, durante una presentazione alla Feltrinelli (video sotto), che non si mette a sedere ad un tavolo/cattedra e che introduce con "Festeggiamo insieme...": una frase coinvolgente, che contiene "insieme".

Introduzione della presentazione di un libro

Nell'introduzione si può raccontare una storia. Non la storia del libro.

Ad esempio,  la storia di come il libro è nato. Il racconto personale che ti ha fatto pensare ad alcuni elementi del libro. In mezzo a difficoltà, ripensamenti, aneddoti che hanno portato alla nascita del testo. Insomma una narrazione per introdurre la narrazione del libro.

Ascolta come fa Alessandro Baricco, raccontandoci di se stesso annoiato in un museo (minuto 2').

Corpo: i benefici di leggere il libro

Nella prima parte della presentazione alla Feltrinelli, Alessandro Baricco dice che il suo libro è "illuminato". Ci parla di luce.  Anticipa la sensazione che il suo libro promette di lasciare nel lettore. In altre parole: evidenzia i benefici che il suo "prodotto" porterà all'acquirente.

Sarebbe anche interessante spiegare come questi benefici siano importanti in questo momento storico. Se, come autore, dicessi "il mio libro vi porterà della "luce" e credo che in questo periodo pandemico ce ne sia particolarmente bisogno", avrei rinforzato il valore del beneficio.

Ecco: nel corpo della presentazione, dovresti parlare del tema del libro e, facendolo, concentrati su cosa puoi lasciare al tuo pubblico, quale è beneficio. E Baricco diventa esplicito a metà della sua presentazione del libro: "Avevo voglia di luce e spero che sia una delle cose che vi lascerà il libro". "É un libro anche sorridente", ecc.

Siccome un discorso persuasivo espone una tesi, dovrebbero poi seguire dei dati o degli esempi a sostegno della tesi dell'autore.

presentazione libro

La presentazione del racconto "Il Diario di Rosa Shocking" a Lucca Libri

Così dopo aver esposto la tesi/beneficio (esempio: "un libro che vi darà luce e sorrisi") potresti esporre i dati a supporto: per esempio, leggere o far interpretare la lettura di un passo del libro.

Così noi facemmo per la presentazione de "Il Diario di Rosa Shocking", con un lettore/attore con bombetta, vestito come Giacomo Puccini.

Non sarà così una lettura fine a se stessa, sarà legata ai benefici promessi o a una riflessione (interessante quella ancora di Baricco, su particolari libri che dettano i tempi e la "vendetta contro la vita quotidiana") che potrà essere utile al pubblico in quell'evento.

E se invece parlassi di un libro che è un saggio, sarà più semplice trovare degli elementi utili da lasciare al pubblico della presentazione.

Chiusura: call to action

Come un buon discorso persuasivo ha un invito all'azione, così anche il discorso di presentazione di un libro contempla questa chiusura.

Forse è piuttosto commerciale invitare a "Comprate il libro oggi per appena € xx". Molto meglio "Vi aspetto qui per firmare la vostra copia del libro". E, ancora, il video girato alla Feltrinelli ispira delle idee: la firma dell'autore non dovrebbe essere un azione fatta a catena, con tempi protocollati, ma un momento più personale, anche per dialogare brevemente, stringersi le mani, con l'autore.

Parlare bene in pubblico è come esercitare un muscolo: va tenuto in continuo allenamento.

Certamente c'è bisogno di un buon incipit: un corso di formazione, teorico e pratico, che orienti la persona sul metodo e sulle tecniche di public speaking. Ma se queste, dopo la formazione, non verranno più esercitate, sarà difficile mantenere un livello qualitativo alto nell'oratoria o saper gestire ansia e nervosismo da palco.

Per questo, può esser utile iscriversi in un club Toastmasters International, un'organizzazione educativa senza fini di lucro che opera attraverso club in tutto il mondo, con lo scopo di aiutare i membri a migliorare la propria comunicazione.

Io sono socio fondatore del club Toastmasters Pisa. Ho anche ricoperto, all'interno di questa organizzazione, ruoli di dirigenza come Area Director o Presidente del Club. É un'esperienza davvero ricca, che mette a contatto con persone aperte a continue sfide.

formatore per eventi

Come partecipare a Toastmasters da ospite?

Se vuoi conoscere il mondo Toastmasters puoi venire gratuitamente e senza impegno come ospite in uno dei club di Toastmaster Italia, per valutare il metodo e l'iscrizione (la quota è davvero bassa, si aggira a €80-100 per semestre).

Inoltre puoi guardarti 2 video in cui presento il metodo Toastmasters.

Cos’è un elevator pitch?

“Elevator” significa “ascensore” in inglese-americano (guai a dire "elevator" a Londra!).

E “pitch” vuol dire “discorso”. Quindi l'elevator pitch è un "discorso da ascensore". Cioè?

Nel senso che l’elevator pitch è quel tipo di discorso che una persona farebbe a un'altra persona incontrata in un contesto casuale, come in ascensore, in un periodo di tempo molto ristretto, per presentare la propria attività in modo interessante.

L'obiettivo è incuriosire l'ascoltatore a volerne sapere di più.

Elevator pitch vs pitch

elevator pitch

L'elevator pitch deve essere conciso, breve, tanto da concludersi nell’arco di tempo necessario a raggiungere con l’ascensore il piano richiesto: circa 10 secondi.

Ho sentito però dire che l'elevator pitch deve essere di 60 secondi circa. Forse se siamo in un grattacielo avremmo quel tempo.

Infatti spesso si confondono i termini "elevator pitch" con un "pitch".

  1. L'elevator pitch è per contesti casuali, da ascensore, da bar. Abbiamo 10 secondi: secondo Nicholas Boothman, autore del libro "Come piacere agli altri in 90 secondi o meno". Lo lessi almeno 10 anni fa e mi è rimasta impressa, da allora, la struttura del capitolo 7:  "Creare il tuo spot personale di 10 secondi".
  2. Il pitch è la presentazione propria del mondo delle startup, dove si aspettano che presentiamo loro la nostra idea/offerta: infatti, in uno Startup Weekend (eventi creati con la collaborazione di Google) si sale sul palco e si presenta l'idea di business in 1 minuto. Il pitch assomiglia di più ad una vendita e non è in contesti casuali.

 

1) Elevator pitch: cosa dire in 10 secondi?

Il tuo spot personale è una frase corta che riassume quello che fai, per chi lo fai e come la vita di loro sarà più facile, migliore o divertente. Includi i benefici che offri ai clienti.

Qual'è la tua specialità? Cosa i tuoi clienti immaginano che tu possa fare per aiutare loro? Stiamo parlando quindi di immaginazione e emozioni.

Chiediti: che differenza faccio? Fai una lista di cosa è importante, per i tuoi clienti.

La struttura dell'elevator pitch

Dopo aver scritto questa lista, il tuo commerciale di 10 secondi, lo puoi strutturare in 3 parti:

  1. Cosa fai
  2. Per chi lo fai
  3. Come rendi la vita di loro più facile.

L'elevator pitch, o spot da 10 secondi, non è una vendita, ripeto. É un abbordaggio soft. É una mini presentazione orale, che non mette pressione nell'ascoltatore a dover comprare.

Esempi di elevator pitch

Ecco 2 esempi:
"Aiuto gli esportatori a trovare nuovi mercati, spedire i loro prodotti in tempo e dormire sonni tranquilli" 7 secondi, circa, per dirla. Come leggi, non c'è solo il fattore "cosa faccio tecnicamente" ma anche un fattore emozionale.

"La mia azienda ha creato una piattaforma per aiutare i fotografi ad ottenere nuovi clienti, in modo automatico, e così risparmiare tempo nella loro ricerca". Ci si impiega 8-9 secondi per dirla.

Agganciare l'attenzione

In questi due casi, si presume che ci sia stato chiesto "Di cosa ti occupi?". Altrimenti dovremmo agganciare l'attenzione dell'ascoltatore con una domanda.

Consideriamo il primo "spot pubblicitario" di dieci secondi: "Aiuto gli esportatori a trovare nuovi mercati, spedire i loro prodotti in tempo e dormire sonni tranquilli". Ecco l'approccio per farsi dare attenzione, tramite una domanda:

"Sai come la maggior parte degli esportatori è sempre alla ricerca di nuovi mercati?"

"Sì."

"Quindi, io li aiuto a trovare questi mercati, spedire i loro prodotti in tempo e dormire sonni tranquilli."

2) Dall'elevator pitch al pitch:  da 10 a 60 secondi

Se hai circa 1 minuto di tempo per presentarti (ad uno Statup Weekend o ad una riunione di BNI), la struttura del discorso si può ampliare.

Il pitch dovrebbe avere all'inizio un gancio, poi seguire con un corpo ed una chiusura.

Il "gancio" è una frase che attira l'attenzione dell'ascoltatore in apertura, un'espressione che genera curiosità o una domanda provocatoria. Questo gancio deve essere rilevante e stimolante, creando immediatamente interesse.

Ad esempio, in questo pitch di prova, io inizio con questo gancio: "Mi rende nervoso!"...e segue una breve storia.

La struttura del pitch

La struttura del pitch, per circa 1 minuto, può essere così riassunta:

  1. INTRO: Gancio per l'attenzione
  2. CORPO
    • Problema (spiegazione, esempi)
    • Soluzione
    • Futuro (come sarà beneficiato chi sceglie la soluzione).
  3. CHIUSURA: Invito all'azione (facile da fare, pratica).

Parole semplici

elevator pitchNell' "ascensore", al bar o in un evento non sappiamo spesso chi abbiamo di fronte. É un addetto ai lavori? Una segretaria o un amministratore delegato? Conosce il tuo settore?

Per questo è meglio evitare gergo tecnico. Usa parole semplici. Quindi, per esempio, non dire aiuto a "creare lead generation" ma "creare contatti con potenziali clienti".

Misurare l'efficacia dell'elevator pitch

Se, alla fine, l'ascoltatore chiederà "raccontami di più" o seguirà la proposta del tuo invito all'azione, sarà un criterio per misurare che il tuo breve discorso è efficace.

Altrimenti, qualcosa è da migliorare: chiedi un consulenza o torna al punto "cosa dire".

È meglio parlare più veloci o più lenti?

parlare lentamente

Numero di parole per minuto, dei vari presidenti USA

Dipende.
Parlare lentamente suggerisce al pubblico un oratore calmo e confidente. Ma potrebbe anche annoiare, l'ascolto di un ritmo molto blando.

La miglior soluzione è probabilmente alternare ritmi lenti a intervalli più veloci.

Comunque, se parlerai usando tra le 133 e 188 parole al minuto, puoi stare tranquillo: sei in una buona media.
É una media che considera discorsi Presidenziali (tendenzialmente molto lenti, con Trump "campione" di lentezza e J.F.Kennedy tra i più veloci) e altre situazioni di oratoria, come i TED Talks (in cui le parole per minuto sono in media 160). L'analisi è stata fatta dal blog "Six Minute".

In ogni caso, se sei un oratore alle prime armi avrai la tendenza ad accelerare il discorso.

Quindi, qualche consiglio per decelerare i tuoi discorsi ti sarà utile.

 

5 consigli per esercitarsi a parlare lentamente

  1. Articolare
    Articolare significa emettere i suoni distintamente dalla bocca, pronunciare le parole con chiarezza. Per fare questo, ti puoi esercitare parlando davanti ad uno specchio. Pronunciate bene le vocali e date il giusto peso alle consonanti, senza confondere "m" con "n", "p" con "t". Un buon esercizio consiste nel prendere una matita pulita, metterla di traverso in bocca e leggere un testo cercando di essere comprensibili. Quando toglierai la matita, ti accorgerai che l'articolazione sarà migliorata.
  2. Gesti più lenti
    Il ritmo e la velocità del discorso sono molto influenzati dai nostri movimenti. Per parlare più lentamente aiuterà fare movimenti lenti con le mani. Muovete mani e braccia in modo circolare come se foste dei direttori di orchestra che dirigono una musica lenta e rilassante.
  3. Respirare
    La respirazione diaframmatica (di pancia) aiuta ad avere il controllo degli elementi espressivi della voce. Per parlare più lentamente, avere una buona respirazione è un elemento importante.
  4. Sorridere
    Quando sorridi allarghi la bocca, di conseguenza rallenti l'emissione di parole e fai delle pause.
  5. Le pause
    Tra un periodo e l'altro, tra un concetto e l'altro, fai delle pause. In Toastmasters, l'organizzazione mondiale che forma i suoi soci nel public speaking, nelle riunioni c'è addirittura un ruolo specifico per contare le occasioni perse a non fare pause: si chiama "Ah counter".
    E come vedi in questo video, Obama è un maestro della pausa-"suspance": https://www.youtube.com/watch?v=0MPcPNxW2WM
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