
Il suono delle parole gioca un ruolo cruciale nel public speaking, influenzando l'impatto emotivo e la memorabilità del discorso. Questo aspetto si divide in due categorie principali: l'eufonia, che crea armonia e piacevolezza, e il fonosimbolismo, dove i suoni evocano significati.
Il fonosimbolismo si manifesta quando i suoni di una parola trasmettono un significato che va oltre le regole grammaticali. In questo contesto, il valore semantico di una parola non è dato dalla sua forma scritta, ma dal suono che emette.
I primi esperimenti di fonosimbolismo sono del 1929, ad opera del linguista Edward Sapir; ne seguono altri come quello del 1947 condotto dallo psicologo Wolfgang Köhler. Questo coinvolgeva due figure, una spigolosa e una molto arrotondata, che i partecipanti dovevano associare a parole inventate come “takete” e “maluma”.
La maggioranza collegò “takete” alla figura appuntita e “maluma” a quella arrotondata, confermando l'associazione tra suoni e forme.
Applicato alla vita reale, anche a nomi di persona vengono associati a tratti caratteriali, in funzione del loro suono: nomi “rotondi”, come Emma (con vocali aperte e suoni morbidi) hanno fatto pensare a una personalità più accomodante, mentre nomi “acuti”, come Katia, sono stati associati, durante gli esperimenti, a una personalità più determinata.
L'eufonia si riferisce invece all'armonia e alla piacevolezza del suono di una parola o di una frase, spesso ottenuta attraverso la scelta accurata di suoni vocalici e consonantici che si combinano in modo melodioso. È il contrario della "cacofonia": dei suoni sgradevoli all'ascoltatore.
Quando un oratore o uno scrittore abile usa parole pensate come a musica, crea una sinfonia che risuona nelle nostre orecchie e nel nostro cuore. Questa musicalità del linguaggio può evocare più emozioni e dipingere immagini mentali.
Un esempio eccellente di discorso che sfrutta magistralmente la sonorità delle parole è il discorso di insediamento di John F. Kennedy del 1961. Consideriamo questa famosa frase:
"Ask not what your country can do for you - ask what you can do for your country."
In questa frase, Kennedy utilizza diversi elementi fonetici per creare un impatto sonoro:
Con queste premesse, il fonosimbolismo e l'eufonia diventano strumenti interessanti da usare nel public speaking, per scegliere parole che rinforzano il messaggio attraverso il simbolismo e il suono, per trasformare la tua voce in una melodia o un mezzo per dare maggiore senso.
Ecco 5 regole semplici da seguire per comprendere e utilizzare le due tecniche nei tuoi prossimi discorsi. Le prime due sono di fonosimbolismo, le restanti tre di eufonia.
Esempi: la "fede" - con le due "e" potrebbe evocare un sentimento delicato, impalpabile.
La "cultura" invece potrebbe dare la sensazione della sua grandezza, anche dai suoni gravi con due "u".
Esempio: sicuramente il nome di Jannik Sinner evoca dinamismo perchè è un tennista esplosivo. Ma anche la "k" nel nome aiuta a darci questa sensazione di energia dinamica. È come uno stop prima della maggiore scorrevolezza del cognome, introdotto da S.
Al contrario, "sasso", è suono più liscio e forse per quello mi immagino più una pietra arrotondata che accuminata. Sarà un caso, ma con una ricerca con Google immagini, i primi risultati per "sasso" sono proprio con pietre a maggioranza ben arrotondate.
Esempio: "Sotto il sole splendente, il silenzio si svela." È una frase che suona fluida, piena di allitterazioni come "sotto", "sole", "splendente", "silenzio" e "svela".
Esempio: "Splash" per il suono dell'acqua, "Boom" per un'esplosione
Esempio: "Dal sussurro al ruggito": sussurro ha un suono molto fluido, contrapposto a ruggito, dove la "r" iniziale è una consonante vibrante e la "u" è una vocale chiusa arrotondata, che produce un suono profondo e cupo.
Seguendo queste prime regole, si può già creare un linguaggio più evocativo e coinvolgente, dove il suono delle parole rafforza il loro significato.
Ricorda che l'efficacia del fonosimbolismo e dell'eufonia può variare tra le lingue e le culture, ma questi principi generali sono spesso applicabili in molti contesti.