Eufonia e Fonosimbolismo: come il suono delle parole migliora i tuoi discorsi

Scritto da
Nicola Di Grazia
Data:
04/09/2024
fonosimbolismo

Il suono delle parole gioca un ruolo cruciale nel public speaking, influenzando l'impatto emotivo e la memorabilità del discorso. Questo aspetto si divide in due categorie principali: l'eufonia, che crea armonia e piacevolezza, e il fonosimbolismo, dove i suoni evocano significati.

Cosa è il fonosimbolismo?

Il fonosimbolismo si manifesta quando i suoni di una parola trasmettono un significato che va oltre le regole grammaticali. In questo contesto, il valore semantico di una parola non è dato dalla sua forma scritta, ma dal suono che emette.

I primi esperimenti di fonosimbolismo sono del 1929, ad opera del linguista Edward Sapir; ne seguono altri come quello del 1947 condotto dallo psicologo Wolfgang Köhler. Questo coinvolgeva due figure, una spigolosa e una molto arrotondata, che i partecipanti dovevano associare a parole inventate come “takete” e “maluma”. taketeLa maggioranza collegò “takete” alla figura appuntita e “maluma” a quella arrotondata, confermando l'associazione tra suoni e forme.

Applicato alla vita reale, anche a nomi di persona vengono associati a tratti caratteriali, in funzione del loro suono: nomi “rotondi”, come Emma (con vocali aperte e suoni morbidi) hanno fatto pensare a una personalità più accomodante, mentre nomi “acuti”, come Katia, sono stati associati, durante gli esperimenti, a una personalità più determinata.

Cosa è l'eufonia?

L'eufonia si riferisce invece all'armonia e alla piacevolezza del suono di una parola o di una frase, spesso ottenuta attraverso la scelta accurata di suoni vocalici e consonantici che si combinano in modo melodioso. È il contrario della "cacofonia": dei suoni sgradevoli all'ascoltatore.

Un discorso come una composizione musicale

Quando un oratore o uno scrittore abile usa parole pensate come a musica, crea una sinfonia che risuona nelle nostre orecchie e nel nostro cuore. Questa musicalità del linguaggio può evocare più emozioni e dipingere immagini mentali.

Un esempio eccellente di discorso che sfrutta magistralmente la sonorità delle parole è il discorso di insediamento di John F. Kennedy del 1961. Consideriamo questa famosa frase:

"Ask not what your country can do for you - ask what you can do for your country."

In questa frase, Kennedy utilizza diversi elementi fonetici per creare un impatto sonoro:

  1. Parallelismo: la struttura ripetitiva crea un ritmo che rende la frase facilmente memorizzabile.
  2. Allitterazione: la ripetizione del suono "c" in "country" e "can" crea una musicalità piacevole all'orecchio.
  3. Inversione: Lo scambio di posizione tra "country" e "you" nelle due parti della frase crea un effetto di eco inversa che rafforza il messaggio.
  4. Ritmo: l'uso di parole brevi e incisive dà alla frase un ritmo martellante che ne aumenta l'impatto.
  5. Consonanza: la ripetizione di suoni consonantici simili (come la "t" in "not", "what", "country") crea una coesione sonora.

 

Con queste premesse, il fonosimbolismo e l'eufonia diventano strumenti interessanti da usare nel public speaking, per scegliere parole che rinforzano il messaggio attraverso il simbolismo e il suono, per trasformare la tua voce in una melodia o un mezzo per dare maggiore senso.

Regole base di fonosimbolismo e eufonia

Ecco 5 regole semplici da seguire per comprendere e utilizzare le due tecniche nei tuoi prossimi discorsi. Le prime due sono di fonosimbolismo, le restanti tre di eufonia.

Fonosimbolismo

  1. Associazione suono-dimensione:
    • Suoni come "i" ed "e" tendono ad evocare oggetti/concetti piccoli, leggeri, delicati, intelleggibili.
    • Suoni gravi (come "o" e "u") suggeriscono oggetti/concetti grandi, pesanti, profondi.

Esempi: la "fede" - con le due "e" potrebbe evocare un sentimento delicato, impalpabile.
La "cultura" invece potrebbe dare la sensazione della sua grandezza, anche dai suoni gravi con due "u".

  1. Corrispondenza suono-movimento:
    • Consonanti occlusive (p, t, k) suggeriscono movimento brusco o improvviso, maggiore dinamismo.
    • Consonanti continue (s, f, v) evocano movimento fluido o continuo.

fonetica del nome jannik sinnerEsempio: sicuramente il nome di Jannik Sinner evoca dinamismo perchè è un tennista esplosivo. Ma anche la "k" nel nome aiuta a darci questa sensazione di energia dinamica. È come uno stop prima della maggiore scorrevolezza del cognome, introdotto da S.

Al contrario, "sasso", è suono più liscio e forse per quello mi immagino più una pietra arrotondata che accuminata. Sarà un caso, ma con una ricerca con Google immagini, i primi risultati per "sasso" sono proprio con pietre a maggioranza ben arrotondate.

Eufonia

  1. Ripetizione:
    • La ripetizione di suoni (allitterazione, assonanza) può rafforzare un'idea o un'emozione.

Esempio: "Sotto il sole splendente, il silenzio si svela." È una frase che suona fluida, piena di allitterazioni come "sotto", "sole", "splendente", "silenzio" e "svela".

  1. Armonia imitativa:
    • Usare parole il cui suono imita ciò che descrivono (onomatopee).

Esempio: "Splash" per il suono dell'acqua, "Boom" per un'esplosione

  1. Contrasto sonoro:
    • Giustapporre suoni contrastanti per enfatizzare differenze o cambiamenti.

Esempio: "Dal sussurro al ruggito": sussurro ha un suono molto fluido, contrapposto a ruggito, dove la "r" iniziale è una consonante vibrante e la "u" è una vocale chiusa arrotondata, che produce un suono profondo e cupo.

 

Seguendo queste prime regole, si può già creare un linguaggio più evocativo e coinvolgente, dove il suono delle parole rafforza il loro significato.

Ricorda che l'efficacia del fonosimbolismo e dell'eufonia può variare tra le lingue e le culture, ma questi principi generali sono spesso applicabili in molti contesti.

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