
Sopratutto nel mondo aziendale, sento usare spesso la parola "comunicazione assertiva", come una competenza poco sviluppata, con una grande necessità di miglioramento.
Ma cosa si intende per comunicazione assertiva?
In questo articolo definiamo cosa è l'assertività (nella prima parte di teoria) e cerchiamo di abbordarla da un punto di vista pratico, con esercizi di public speaking in coppie e in piccoli gruppi.
La comunicazione assertiva è un tipo di comunicazione che mira a esprimere le proprie opinioni, i propri bisogni e i propri sentimenti in modo chiaro e rispettoso degli altri. Una persona che comunica in modo assertivo cerca di evitare l'aggressività, la sottomissione e la passività.
Ci sono quindi 3 principali atteggiamenti di comunicazione con un'altra persona:
E, secondo la teoria dal dottor Eric Berne, aggressivo o passivo possono peggiorare in un atteggiamento di ascolto indifferente, in cui non si ritiene minimamente interessante quello che hanno da dire gli altri a noi.
Come accennato sopra, essere assertivi non è appena una questione di tecnica. Non divento assertivo solo per un corso di public speaking, che insegna ad ottenere una postura aperta o una tonalità varia. Certo aiuterà.
La base dell'assertività è sopratutto il saper accettare dei diritti:
E se hai dei diritti, anche i tuoi interlocutori li hanno! Quindi essere assertivi è riconosce anche i diritti degli altri.
Il base al riconoscimento o meno dei diritti, agli occhi degli altri risulteremo con almeno uno di questi 5 comportamenti:

È facile identificare passività, aggressività e assertività?
Abbastanza, se ci si fa attenzione. Leggi i seguenti esempi e pensa alle situazioni in cui hai notato questo comportamento, in te stesso o negli altri.
Sono sicuro che saprai individuare se sono frasi assertive, aggressive o passive. E quindi, eventualmente, correggere.
Ciao... ehm. ehm... spero di non disturbarti... probabilmente sei occupato... forse questo non è un buon momento... beh, non era così importante... forse potrei raggiungerti un'altra volta... se tu fossi libero.
Chiudiamo la questione in qualche modo, tanto non cambia molto per nessuno dei due.
Lasciamo perdere, non ha senso continuare a parlarne.
No! non puoi... Voglio questo e lo voglio adesso... Ascoltami adesso... fai come ti viene detto... fallo così o ci saranno dei guai... Faccio questo lavoro da anni, non c'è niente che tu possa fare. Sei sempre in ritardo... non ci riesci mai.
Senti, te l'ho già detto prima... come hai potuto essere così stupido... che idea ridicola.
Ho bisogno di parlarti di... Come possiamo farlo? Lo facciamo... che idee hai?... penso che sarebbe meglio perché... lavoriamo insieme su questo... grazie per avermi dato il tempo di spiegare la mia posizione... apprezzo il tuo aiuto e supporto.
Se inizi a farci attenzione, è probabile che tu riesca già a essere più assertivo in alcune situazioni della vita quotidiana.
Per esempio: come reagisci quando un cassiere ti dà il resto sbagliato? Se riesci a farglielo notare con calma e chiarezza, stai già usando un comportamento assertivo.
Il punto di partenza è riconoscere questi momenti in cui comunichi con equilibrio. Parti da lì. Ecco 6 aspetti su cui riflettere e fare attenzione durante la giornata:

Obiettivo:
Allenare la comunicazione assertiva in situazioni quotidiane, in cui può essere difficile esprimere un disagio.
Come si gioca:
Ecco 4 situazioni in cui esercitarti:
Cosa diresti se:
È stato svolto il gioco di ruolo sull'assertività, sopra descritto, all'interno della sezione Table Topic di un club Toastmasters. Nel video di esempio, il mediatore propone ad Emanuela di gestire la comunicazione in una situazione "scomoda".
Poi Roberto valuterà il livello di assertività della risposta di Emanuela. Guarda di seguito.
Obiettivo: imparare a dire “no” senza sensi di colpa, in modo chiaro ma rispettoso.
Come si gioca:
In gruppo, ogni partecipante scrive su un foglietto una richiesta scomoda o invadente che potrebbe ricevere nella vita reale (es. “Puoi fare tu il mio turno domani?”, “Puoi restare oltre l’orario oggi?”, Ti dispiace se ti pago il mese prossimo?", "Vieni al compleanno di mia figlia? Ci tengo.")
I foglietti vengono raccolti e pescati a caso.
Chi pesca deve rispondere con un “no” assertivo, motivandolo brevemente e mantenendo un tono fermo ma gentile.
Gli altri partecipanti possono dare un feedback sulla risposta: era chiara? Era troppo dura o troppo remissiva?
È un esercizio utile anche per chi tende a evitare i conflitti o ha paura di deludere gli altri.
Se desideri organizzare un workshop per il tuo team o la tua azienda sulla comunicazione assertiva, con questo e altri esercizi pratici, contattami per i dettagli.