
Molti studenti sottovalutano la discussione della tesi, pensando che il lavoro sia concluso con la consegna in segreteria. In realtà, la discussione è il momento in cui dai valore ai mesi di ricerca e dimostri di saperli comunicare.
Se non lo sai spiegare in modo semplice, non l'hai capito abbastanza bene. (A. Einstain)
La discussione della tesi è anche una ottima occasione per mostrare sicurezza e professionalità, competenze decisive nel mondo del lavoro che arriva dopo la laurea. Secondo diversi recruiter, la comunicazione incide per il 70–80% nelle prime selezioni dei neolaureati. Per questo, una discussione di tesi ben preparata è già un buon trampolino per il post-laurea.
Per trasformare la tua presentazione in un successo memorabile, ho raccolto 6 pilastri strategici e 3 acceleratori tecnici su cui lavorare, preferibilmente con il supporto di un coach.
Per evitare di sembrare impreparati, insicuri o, peggio, di annoiare la commissione, ecco come impostare il tuo intervento:
Evita di presentare blocchi isolati: guida la commissione dalla motivazione iniziale alla conclusione, includendo metodologia e limiti della ricerca (essenziale per prevenire domande su aspetti fuori dal tuo controllo).
Ecco la struttura consigliata in 10 punti:
La teoria è importante, ma un esempio concreto o una citazione ben piazzata possono rendere tangibile il senso del tuo lavoro e catturare l'attenzione della platea. Anche un semplice aneddoto personale, renderà più tua e piu sentita la tesi di fronte alla commissione.
Non fidarti della memoria né dell’idea di stare nei tempi andando “a braccio”.
Trascrivi integralmente il discorso: ti aiuterà a selezionare le informazioni essenziali da ricordare e a capire quanto tempo impiegherai davvero. Contando le parole sul testo (circa 130–150 al minuto, con un ritmo naturale) puoi stimare con precisione la durata: con 1.300–1.500 parole copri i classici 10 minuti, senza sorprese. La gestione del tempo è fondamentale: rientrare nei minuti concessi (di solito 10–15) evita il rischio di essere interrotto proprio sul punto più importante.
Se porti degli appunti, non scriverci muri di testo. Usa grassetti ed evidenziatori per ritrovare il punto a colpo d'occhio. O anche usa mappe mentali o disegna icone su un foglio, in successione, che ti ricordano i passaggi fondamentali (metodo che ho appreso da Jacopo Fo). Questo ti permetterà di mantenere il contatto visivo con i docenti senza perderti.
Se ci sono aspetti della tesi su cui ti senti meno sicuro, evita di citarli. 
Non “offrire il fianco” al controrelatore suggerendogli, anche involontariamente, domande complesse su temi marginali. Evita anche di scusarti per ciò che manca. È un errore frequente: spesso la lingua dell’oratore batte proprio dove il dente duole.
Questa competenza è fondamentale anche nel mondo del lavoro: quando presenti un report a un cliente e sai che su un punto non hai ancora dati sufficienti o affidabili, è strategico non portarlo all’attenzione, a meno che non sia l’interlocutore stesso a sollevarlo.
Se ricevi critiche o domande ostiche, non metterti sulla difensiva. Ringrazia per l'osservazione e rimani entro i confini del tuo lavoro, difendendo le tue scelte con calma e autorevolezza.
Mentre i punti sopra riguardano la strategia, la preparazione tecnica è ciò che trasforma un discorso corretto in una performance eccellente. Lavorare con un coach professionista ti permette di agire su tre fattori chiave:
La discussione della tesi è l'atto finale del tuo percorso universitario. E prepararsi con un metodo strutturato e il supporto di un esperto (sono a disposizione per questo) servirà a prendere un voto più alto ed a trasmettere la sicurezza e la professionalità che serviranno nel mondo del lavoro.