TEDx, Toastmasters e la criptonite dei supereroi

Scritto da
Nicola Di Grazia
Data:
15/04/2025
tedx verona

Durante la Division Conference 2025 di Toastmasters, tenutasi il 12 e 13 aprile a Verona presso Palazzo Erbisti, ho avuto il piacere di partecipare a un panel dedicato alla collaborazione tra Toastmasters e le conferenze TEDx.

L’evento, intitolato “Verona – The Arena For Excellence”, ha riunito speaker coach di Toastmasters e collaboratori di TEDx Verona Women e TEDx Mantova.

Raccontare la criptonite

Durante il panel, alla domanda su quale sia il fattore più importante per rendere memorabile lo speech di uno speaker TEDx, ho risposto senza esitazione: raccontare una storia.

Ma non una sequenza di eventi, bensì una narrazione capace di accendere il cuore del pubblico.

Ho fatto un esempio. Mi è capitato di seguire un imprenditore, molto noto nel mondo industriale italiano, per la preparazione del suo discorso a TEDx Spoleto.

Quando ci siamo conosciuti, mi ha mostrato un suo speech registrato all’assemblea nazionale di Confindustria. Il discorso era un crescendo di successi: da fattorino a venditore, poi direttore commerciale, infine era diventato presidente e protagonista di un’operazione di management buy out. Il suo racconto era costellato di traguardi, milioni, acquisizioni.

Gli ho condiviso il mio punto di vista:

Complimenti. La tua storia sembra quella di Superman: potente, piena di traguardi straordinari. Ma forse proprio per questo rischia di sembrare lontana dalla vita dell’uomo medio.

Non era, a mio avviso, veramente storytelling: lo storytelling non è una succesione di eventi, non è biografia.

E come Superman, nei primi numeri in edicola, che non vendeva molto perché gli autori non avevano ancora inventato la criptonite, mancava quel lato umano, fragile, riconoscibile. Il mio assistito era d'accordo. E abbiamo quindi lavorato su questo: trovare la sua criptonite, da raccontare sul palco del TEDx Spoleto.

Abbiamo scelto di raccontare una versione che parlasse anche di una paura universale, quella della privazione: il rischio di perdere ciò che aveva, per causa della salute. Il pubblico generalista di un TEDx avrebbe poturo immedesimarsi.

Solo allora la sua narrazione ha trovato più corpo e calore. E quando l’ha condivisa sul palco, il pubblico ha risposto con attenzione, silenzio e poi applausi. Perché aveva visto non solo un eroe inarrestabile, ma anche l’uomo dietro la "maschera".

tedx verona

Le pause "imperfette"

Un altro momento significativo, che ho riportato nel panel di discussione, è stato riferito al TEDxFiesole, dove ho assistito un imprenditore pionieristico nel settore dei pannelli solari. Durante il suo intervento, parlando delle sfide affrontate in Africa, la sua voce si è incrinata e gli occhi si sono fatti lucidi.

Questa pausa emotiva ha creato un momento di connessione autentica con il pubblico, un silenzio carico di partecipazione.

Curiosamente, la regia TED  - in post produzione - ha deciso di tagliare questo passaggio nel montaggio del video. Ma in sala, in quel preciso istante, si è creato un momento bellissimo, uno di quelli che restano impressi proprio perché imperfetti e quindi veri.

Ho concluso il mio intervento nel panel di Verona dicendo: “Le pause sono potentissime. Soprattutto quando sono condite da emozione ed imperfezione”. E per questo, con gli speaker che ho l'onore di assistere, insisto molto sull'uso delle pause.


TEDx: un banco di prova reale per i Toastmasters

In definitiva, TEDx può rappresentare una naturale estensione del percorso Toastmasters, soprattutto per chi desidera diventare un coach o affinare la capacità di accompagnare uno speaker nella costruzione del proprio discorso.

Essere chiamati a supportare un relatore in un evento TEDx è un vero banco di prova: qui non si gioca più “in casa”, dentro l’ambiente protetto e sperimentale dei club Toastmasters. Anche se il team TEDx è composto da volontari, le aspettative di uno speaker sono elevate. Sta raccontando un pezzo della propria vita, condividendo una scoperta o un’idea che gli sta a cuore. Ha bisogno di sentirsi ascoltato, compreso e guidato con molta sicurezza.

Ecco perché il ruolo del coach va ben oltre la buona volontà: la fiducia va guadagnata, e non basta dirgli “faccio parte di Toastmasters”. Perché sì, qui si può sbagliare meno: il palco TEDx non è un laboratorio, ma una vetrina dove le parole contano di più, perchè c'è un pubblico pagante e perchè restano (sulla piattaforma TED).

Per il socio Toastmasters che ha voglia di mettersi in gioco davvero, può essere un’esperienza intensa, formativa e ricca di gratitudine. Contattatemi, se desiderate approfondire.

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